La lussazione della spalla è l’uscita della testa dell’omero dalla sua sede, la glenoide della scapola. È la lussazione più frequente del corpo umano: la spalla è l’articolazione più mobile che abbiamo, e la mobilità si paga con una stabilità minore. In più di nove casi su dieci la testa dell’omero esce in avanti, durante un movimento con il braccio alzato e ruotato verso l’esterno: un placcaggio, una caduta con gli sci, un tuffo, il gesto del lancio.

Come si riconosce

  • dolore violento e immediato;
  • braccio bloccato, tenuto staccato dal corpo e sostenuto con l’altra mano;
  • spalla «squadrata»: si perde la curva del deltoide e sotto la pelle si sente un vuoto;
  • a volte formicolio o perdita di sensibilità sulla parte esterna della spalla, segno di sofferenza del nervo ascellare.

Cosa fare subito

  • Non cercare di rimetterla a posto da soli e non farla tirare da chi è vicino: si rischia di fratturare l’omero o di lesionare nervi e vasi.
  • Immobilizzare il braccio nella posizione in cui si trova, sostenendolo con un foulard o con l’altra mano.
  • Ghiaccio sulla spalla, avvolto in un panno.
  • Andare in Pronto Soccorso. Prima della manovra serve una radiografia per escludere una frattura, e una seconda dopo, per verificare che la spalla sia rientrata bene.

Se la spalla è uscita più volte e il paziente ha imparato a rimetterla a posto, il controllo specialistico serve comunque: ogni nuovo episodio può danneggiare ancora l’osso e la cartilagine.

Dopo la riduzione

La spalla rimessa a posto si tiene in un tutore per il tempo necessario a far passare il dolore, in genere una-tre settimane. Tenerla immobilizzata più a lungo non riduce il rischio che esca di nuovo. Conta di più la fisioterapia, che recupera il movimento e poi rinforza i muscoli che stabilizzano la spalla.

Che cosa si rompe dentro la spalla

  • Lesione di Bankart: uscendo, la testa dell’omero stacca il labbro glenoideo, l’anello di fibrocartilagine che rende più profonda la glenoide. È il danno più frequente nei giovani e la causa principale delle recidive.
  • Lesione di Hill-Sachs: un’impronta sulla parte posteriore della testa dell’omero, causata dall’urto contro il bordo della glenoide.
  • Frattura del bordo della glenoide: una perdita d’osso che, se estesa, cambia il tipo di intervento.
  • Rottura della cuffia dei rotatori: dopo i quarant’anni il rischio principale non è più la recidiva ma la lesione dei tendini, che va sempre cercata. Vedi lesione della cuffia dei rotatori.

Per vederle serve una risonanza magnetica, spesso con mezzo di contrasto nell’articolazione; una TAC se si sospetta una perdita d’osso.

Tornerà a uscire?

Il fattore che conta di più è l’età. Fra chi si lussa la spalla fra i 12 e i 25 anni, circa quattro su dieci finiscono per operarsi nel corso degli anni; fra i 26 e i 40 anni meno di due su dieci. Il rischio è più alto negli sport di contatto e in quelli con il braccio sopra la testa. Al contrario, quando al primo episodio si frattura anche la grande tuberosità dell’omero, la spalla raramente torna a uscire.

Quando conviene operare

  • Dopo la seconda lussazione, o quando la spalla dà una sensazione continua di instabilità.
  • Già dopo il primo episodio in casi selezionati: giovani atleti di sport di contatto o di lancio, con un rischio di recidiva molto alto.
  • Quando c’è una perdita d’osso della glenoide o una lesione di Hill-Sachs importante.

Gli interventi sono la riparazione artroscopica del labbro (Bankart), a cui si può associare il remplissage della lesione di Hill-Sachs, e, quando manca osso, l’intervento di Latarjet. Sono descritti nella pagina sulla spalla instabile e in quella sull’artroscopia di spalla. Il Dr. Merolla ha pubblicato i risultati del remplissage associato alla riparazione di Bankart e la forza del sottoscapolare a lungo termine dopo la Latarjet.

Domande frequenti

Posso rimettere a posto la spalla da solo?

Al primo episodio no: serve una radiografia prima della manovra per escludere fratture, e la manovra va fatta in Pronto Soccorso. Chi ha avuto molte lussazioni a volte impara a ridurla da solo, ma deve comunque farsi valutare da uno specialista.

Quanto tempo devo portare il tutore?

In genere da una a tre settimane, il tempo necessario a far passare il dolore. Un’immobilizzazione più lunga non riduce il rischio di recidiva.

Quando posso tornare a fare sport?

Senza intervento, quando movimento e forza sono tornati completi e la spalla non dà più sensazione di instabilità: di solito dopo due-tre mesi. Dopo una stabilizzazione chirurgica, per gli sport di contatto e di lancio servono quattro-sei mesi.

La spalla uscirà di nuovo?

Dipende soprattutto dall’età e dallo sport praticato. Sotto i 25 anni il rischio è alto; dopo i 40 è basso, ma aumenta quello di rottura della cuffia dei rotatori.

Serve sempre operare?

No. Dopo un primo episodio la maggior parte dei pazienti viene trattata con tutore e fisioterapia. L’intervento si valuta dopo le recidive, quando c’è una perdita d’osso o in giovani atleti ad alto rischio.

Prenota una visita

Dopo una lussazione, una visita specialistica con risonanza magnetica permette di sapere che cosa si è rotto e qual è il rischio di recidiva, prima di tornare allo sport. Ricevo a Rimini, Cesena, Imola, Ferrara, Perugia e Aversa. Scrivimi dalla pagina contatti.

Questa pagina ha finalità informative e non sostituisce la visita medica. In caso di lussazione recente rivolgersi al Pronto Soccorso. Contenuti a cura del Dr. Giovanni Merolla, chirurgo ortopedico specialista della spalla e del gomito.

Revisione medica: · Dr. Giovanni Merolla — Chirurgo ortopedico specialista della spalla e del gomito