Sintomi e cause
Nella persona anziana la causa tipica è una caduta banale dalla posizione eretta, sul braccio teso o direttamente sulla spalla, su un osso indebolito dall’osteoporosi. Dopo i 65 anni è la terza frattura più frequente, escluse quelle vertebrali, e colpisce le donne circa il doppio degli uomini. Oltre all’osteoporosi aumentano il rischio il diabete e l’epilessia. Nei pazienti giovani serve invece un trauma ad alta energia: incidente stradale, caduta dall’alto, trauma sportivo.
I sintomi compaiono subito dopo il trauma: dolore alla spalla, gonfiore e difficoltà a muovere il braccio. Compare poi un ematoma esteso, che può scendere lungo il braccio fino all’avambraccio e allargarsi al torace. Formicolio o ridotta sensibilità sulla parte esterna della spalla possono indicare una sofferenza del nervo ascellare, il nervo più spesso interessato in queste fratture: per questo va sempre controllato alla prima visita.
L’anatomia dell’omero prossimale include quattro possibili “parti”, originariamente descritte da Neer e incorporate nel suo schema di classificazione tradizionale per le PHF:
- Collo anatomico: rappresenta la vecchia placca epifisaria
- Collo chirurgico: la regione anatomica dell’omero prossimale che è la più debole e situata sotto la testa omerale
- Tuberosità maggiore: sito di inserzione di tre dei quattro muscoli della cuffia dei rotatori (sovraspinato, infraspinato, piccolo rotondo)
- Tuberosità minore: sito di inserzione del sottoscapolare
L’ispezione valuta segni di frattura aperta, ecchimosi che possono estendersi al petto, braccio e avambraccio. Crepitio e dolore sono spesso presenti sul sito della frattura. La perdita del contorno del deltoide suggerisce una lussazione concomitante della spalla, suggerendo un meccanismo a energia più elevata. L’esaminatore deve determinare se è presente un’eventuale lesione neurovascolare associata, mantenendo un alto sospetto clinico per lesioni nervose associate (più comunemente una neuropraxia transitoria al nervo ascellare). Il compromesso arterioso è molto meno comune e può verificarsi anche in presenza di polsi distali intatti palpati durante l’esame, a causa dell’ampio apporto di sangue collaterale.
L’imaging radiografico deve essere ottenuto in tutti i pazienti. Le proiezioni raccomandate includono:
- AP vera (“Grashey”)
- Scapolare ad “Y”
- Ascellare
La tomografia computerizzata (TC) aiuta nella pianificazione preoperatoria, specialmente se la posizione della testa omerale o della tuberosità maggiore è incerta e in caso di comminuzione intra-articolare. Inoltre, le informazioni ottenute dalla TC possono guidare la gestione operativa ideale tra fissazione e ricostruzione. La risonanza magnetica (RM) è raramente indicata, ma può essere utile per identificare lesioni associate della cuffia dei rotatori.